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La zona archeologica di S. Martino

di Mercoledì, 17 Febbraio 2016
Immagine decorativa

Il complesso è situato su un terrazzamento del monte San Martino, che domina il territorio circostante (la valle del Magnone e quella della Gamella) ed è raggiungibile percorrendo la strada provinciale fino a Pranzo e quindi deviando verso il paese di Campi.

Considerato una delle più importanti testimonianze del Trentino, l'insediamento presenta tracce di frequentazione dall'epoca preistorica all'età tardo-antica. Secondo gli archeologi, il complesso era un santuario, supposizione suffragata dall'assenza di elementi tipici delle case di abitazione e dalla ripetitività di molti manufatti in cui non mancano oggetti d'uso della cultura materiale indigena.
I ritrovamenti occasionali e gli scavi intrapresi negli anni Settanta hanno riportato alla luce, in un disegno abbastanza ordinato, una serie di edifici chiusi in un nucleo centrale da mura perimetrali, nonché oggetti in ceramica, lapidi, monete e, soprattutto, una statuetta di piombo che riproduce una figura femminile con il bambino in braccio. I preziosi reperti sono per la maggior parte di epoca romana, anche se molte ceramiche, trovate negli strati più profondi, testimoniano la preesistenza dell'insediamento retico a quello romano. 
I reperti originali sono conservati presso il museo del Castello del Buonconsiglio di Trento, mentre copie dei ritrovamenti sono visibili presso il punto informativo allestito a Pranzo, aperto su richiesta, che per gruppi.

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