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Il castello

di Mercoledì, 17 Febbraio 2016
Immagine decorativa

Sorto su fondamenta romane, conobbe Longobardi e Franchi, Guelfi e Ghibellini, servitù feudali e libertà comunali, principi vescovi di Trento, Veneti e Viscontei, giorni di sventura e di vittoria ed il tramonto degli imperi. 

Alle origini sorge come bene di tutti ma con il passare del tempo, seguendo costumi diffusi, si privatizza e giunge nelle mani dei conti feudali di Appiano e di Ultimo; quindi diviene proprietà del vescovo Vanga (1210). Venne posto in luce da arditi condottieri di ventura del 1400, tra essi il Gattamelata, il Piccinino e lo Sforza, che stupirono per le loro gesta e portarono nell'Alto Garda e a Tenno un soffio di vita rinascimentale. 
Ancora alla ribalta nel 1700 quando, nell'ambito della guerra franco-ispana, fu messo a ferro ed a fuoco e seriamente danneggiato. 
In seguito, nel 1807, venne messo all'asta dal governo bavarese e comprato dalla famiglia Brunati che provvide al restauro (1851). Dopo un millennio di storia la torre, alta 48 metri, lesa dagli eventi bellici, crollò nel 1920, restando frantumata come un rudere minaccioso che fu poi minato dal Genio Civile nel giugno del 1922. Il castello è attualmente proprietà privata e pertanto non è visitabile.

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