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Cappella Bozzoni

di Mercoledì, 17 Febbraio 2016 - Ultima modifica: Giovedì, 13 Giugno 2019
Immagine decorativa

a cappella Bozzoni, fu eretta per volontà della famiglia proprietaria degli attigui palazzi tra il 1859 ed il 1861. I Bozzoni erano possessori di un'ampia area della località alle «Foci» tra i comuni di Riva del Garda e Tenno; dalla metà del Cinquecento furono noti imprenditori edificando l'antica cartiera nei pressi della cascata del Varone, dove insiste tutt'oggi il complesso industriale Fedrigoni. L'opera venne avviata su progetto dell'ingegner Tonini, il quale diresse i lavori che terminano nel 1861. Lo stesso anno la cappella fu titolata alla Madonna Immacolata, a distanza di pochi anni dalla proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria da parte di papa Pio IX, con la bolla «Inneffabilis Deus» dell'8 dicembre 1854.

È costituita da un corpo a pianta centrale che forma l'aula a cui si innesta a settentrione il presbiterio a pianta quadrangolare. Lateralmente si trovano ad est la sacrestia, munita di arredi e lavabo in pietra scolpita a nicchio e ad ovest e un locale con il confessionale e la scala di accesso al coretto. Il corpo centrale è a pianta quadrata, gli angoli smussati conseguono a formare un corridoio perimetrale derivato dalla presenza di quattro pilastri centrali su cui s'imposta il tiburio sormontato da cupola con lanterna. Il coretto superiore si affaccia attraverso le arcate del tiburio sull'aula, con un gioco di pieni e vuoti di indubbio effetto architettonico. Pur nella semplicità decorativa il trattamento delle superfici è particolare e contribuisce alla creazione di un singolare unicum in cui la povertà dei mezzi allestisce delicati effetti di finzione e prospettiva: il decoro bicromo con cornici bianche e sfondati azzurri, la balaustra dei coretti arricchita dalla presenza di una cornice in stucco con greche dorate, la quadreria in stucco con tempere di buona fattura rappresentanti i santi Sebastiano, Rocco, Francesco e Antonio da Padova, la balaustra in stucco lucido con cancellata che separa il presbiterio dall'aula, l'altare in muratura decorata a stucco che definisce un antipendio e due alzate con finti marmi policromi su cui s'imposta un tabernacolo in legno dipinto con decorazioni imitative di pietre dure. Nella parete di fondo un'ancona lignea ad edicola con colonnine e nicchia accoglie la statua dell'Immacolata. La Via Crucis ed altri suppellettili e arredi inventariati della chiesa sono ora ricoverati presso i magazzini comunali. Si tratta pertanto di un'architettura che rielabora in forme minori motivi accademici, solo in parte fedeli alla tradizione barocca delle piccole cappelle patrizie e insieme aperti tardivamente ad ispirazioni neoclassiche.

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